Oggi i governi ed i mass media in Occidente ed in particolare negli Usa cercano sempre di diffondere l’islamofobia nei propri paesi. Malgrado l’approvazione delle leggi che vietano l’hijab e permettono l’oltraggio al profeta e ai simboli sacri dell’Islam, nei paesi europei è in continua crescita il numero degli occidentali convertiti alla fede islamica, soprattutto in Gran Bretagna.   

Anche dopo l’11 settembre 2001, l’Occidente pur facendo tutto il possibile per lanciare una Guerra propagandistica contro l’Islam e i musulmani, non è riuscito a ridurre la tendenza ormai molto diffusa della sua popolazione alla conoscenza della religione islamica.

E proprio la centralità dell'Islam nel dibattito pubblico degli ultimi anni, ha risvegliato grande curiosità e interesse del popolo verso una religione che continua ad attrarre fedeli in tutto il mondo.

Perchè è Dio che ha voluto le religioni divine ed ha promesso di proteggerle sempre contro i suoi nemici. Nel versetto 32 della sura At-Tawba  (Il Pentimento), nel Corano, si legge: ”Vorrebbero spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah non intende che perfezionare la Sua luce, anche se ciò dispiace ai miscredenti.”

 

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Lauren Booth, la cognata dell’ex primo ministro britannico Tony Blair, è nata nel 1967 in Inghilterra. Lei di recente ha abbracciato l’Islam. La neo-musulmana e giornalista britannica ci racconta come ha deciso di convertirsi alla fede islamica: ”Io mi sono convertita all’Islam dopo «un’esperienza religiosa» in Iran. Nel 2005 ho viaggiato come corrispondente  del quotidiano britannico “The Mail on Sunday”   a Gerusalemme per riportare le notizie inerenti alle elezioni. Ad essere sincera era la prima volta che avevo un contatto così diretto con gli arabi e i musulmani. Tutte le cose che ci raccontavano i media occidentali sull’Islam ed i musulmani non erano altro che delle menzogne totalmente manipolate. Loro lanciando campagne propagandistiche contro l’Islam, cercano di seminare paura e sospetto verso questa religione tra gli europei. Quindi quando ho iniziato il mio viaggio verso il Medioriente, avevo un’immagine negativa di questa religione e ritenevo che i musulmani fossero dei fanatici estremisti che non pensano ad altro che la “Jihad”(la guerra santa) e che opprimono le donne. Però la mia prima esperienza di viaggio in un paese islamico era più positiva di quanto pensassi”.

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“Quando sono arrivata a Ramallah, i responsabili israeliani dell’areroporto non mi hanno consegnato la valigia. Mentre camminavo su e giù nel centro della città, tremando dal freddo una vecchia si è avvicinata a me. Dicendomi qualcosa in arabo mi ha preso la mano e mi ha portato a casa sua.  Mi sono spaventata. Ho pensato che questa anziana terrorista mi volesse rapinare. Ero completamente confusa. Siamo entrate insieme nella sua casa. Lei ha aperto un cassetto dell’armadio di sua figlia e mi ha dato una giacca ed un cappello. Poi, mentre io ero scioccata, mi ha accompagnato fino alla strada dove l’ho vista per la prima volta e mi ha baciato. Mi sono veramente commossa della sua generosità e del suo affetto. Le caratteristiche che non vengono mai riportate nelle notizie false che riguardano la popolazione musulmana“.
 
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La giornalista britannica prosegue: ”Nei tre anni successivi per motivi di lavoro ho viaggiato diverse volte nei territori occupati.  Le sofferenze che la popolazione palestinese subiva,  mi davano fastidio e mi rattristavano molto. Pian piano le espressioni come Al-Hamdu Lillah (tutta la lode e i ringraziamenti sono per Allah) e Masha Allah (Allah crea quello che vuole) sono entrate nel mio vocabolario. Quando tornavo nel mio paese non vedevo l’ora di tornare dai miei amici musulmani, i quali erano intelligenti, generosi e molto affettuosi.”
 
Lauren conoscendo di più le donne musulmane si è accorta delle falsità delle accuse lanciate dagli occidentali contro l’Islam circa un presunto cattivo trattamento delle donne: ”Secondo gli insegnamenti islamici le donne devono coprirsi completamente. Infatti le donne che portano l’hijab  sono più rispettate che quelle che vivono nei cosidetti paesi liberi e democratici dell’Occidente.

Nel 2007 ho viaggiato in Libano. Ho passato quattro giorni con le ragazze che studiavano all’università. Tutte portavano l’hijab.  Loro erano delle giovani piene di energia, indipendenti e non assomigliavano affatto a quelle immagini descritteci dall’Occidente come delle  ragazze timide che sono costrette a sposarsi contro la propria volontà“.
 
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Lauren parlando della sua passione per la preghiera dice: “Da bambina mi piaceva molto pregare e chiedevo sempre ai miei di raccontarmi le storie di Gesù. Più passavo tempo in Medioriente e più cresceva in me la passione per l’Islam. Chiedevo ai miei amici musulmani di portarmi con loro in moschea. Per me la moschea era più come un grande soggiorno coperto dai tappeti  dove non c’era nessuna panchina e così mentre le madri pregavano e recitavano il Corano i loro bambini  potevano giocare facilmente.  L’atmosfera semplice e accogliente di questa costruzione mi è piaciuta molto. Infatti per loro non c’era nessuna differenza tra il luogo di preghiera ed il luogo dove si viveva“.
 
“Una volta che avevo viaggiato in Iran, sono andata al santuario di Hazrat-é Masumeh nella città santa di Qom. Insieme ad altri pellegrini che pregavano ho cominciato a ripetere il nome di Dio. All’improvviso ho provato una sensazione di serenità e soddisfazione. Mi ero stupita da quanto fosse forte l’Islam nel rasserenare i cuori degli uomini. E così mi sono sentita come una parte della grande comunità islamica e non più come una semplice turista. “

 
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